250 pezzi di oltre 2000 gelosamente custoditi nel Museo Patek Philippe , esposto al meraviglioso Palazzo della Ragione a Milano dal 1 al 4 luglio: potevamo mancare? Ovviamente no.
Lottando contro un caldo irragionevole, entriamo un "palazzo" e troviamo un allestimento quasi minimalista, il marrone, colore predominante della azienda, ci si presenta davanti ricoprendo i due lati della grande sala con pannelli imponenti ma discreti e basta sollevare di poco gli occhi Per scoprire il perfetto contrasto cromatico con le pareti ed i soffitti affrescati.
Bene, ma non siamo qui per ammirare le meraviglie architettoniche e basta solo uno sguardo alle piccole teche che circondano il perimetro per capire che quello che ci capiamo di vedere non è cosa da tutti i giorni. Io e contaminuti ci scamamo un'occhiata e ci intendiamo immediatamente: certe cose vanno assaporate in solitudine ... I commenti sono rinviati più tardi.
La presenza dei visitatori è maggiore delle mie aspettative e questo mi regala un piacere nascosto, i guardiani giurati sempre attenti e presenti ma discreti e decidono da dove cominciare.
La parte più ampia della sala è dedicata alle nuove collezioni e avvicinarsi a questi involucri di cristallo e avere questi sogni con le lancette a 20 cm da me e limitarsi a fotografarli non è facile:
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La Patek Philippe è ormai immersa nell'Olimpo dell'orologeria e questo sembra quasi normale, anche senza poter toccare;
Non è facile rimanere immuni dal fascino che trasuda dalle forme, dalle
particolari e dalla perfezione delle finiture passando e ripassando il
gusto tra Nautilus e Aquanaut ,
sportivo e elegante (potendo accompagnare con un giubileo di fattura!),
Passando voracemente, in modo da non perdere nulla , Da un calendario
annuale a un Perpetuo e soffermandosi reverente davanti alla Sky Moon Tourbillion
, l'orologio da polso più complicato mai prodotto da Patek Philippe:
calendario perpetuo con lancetta retrograda della data, ripetizione
minuti, tourbillon e sul fondo fondo cassa l'indicazione Dell'ora
siderale e della raffigurazione della volta celeste con movimento delle
stelle, movimento angolare della luna e fasi lunari.
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Sembra strano dirlo in questo contesto, completamente circondato da orologi, ma il tempo sembrava non passare mai. Ogni passo una nuova riscoperta e nuove emozioni, ritrovando il "buon vecchio" Calatrava
, maestro di eleganza e sobrietà, nato nel 1932 e ispirato ai principi
del Bauhaus: "La forma di un oggetto è dettata dalla sua funzione". E quale miglior dimostrazione di questo regola?
Fantastico, mi guardo intorno e vedo contaminuti posseduto davanti ad un esemplare di Ore del Mondo e non ho il coraggio di disturbare.
Vado avanti dove la sala si stringe e mi costringe ad entrare in una
specie di corridoio circolare dove mi accolgono, ben illuminati, oggetti
senza tempo che danno vertigini al solo pensiero di quanti mani, nel
decennio (secoli?), La fortuna di sfiorarli e chissà cosa pensano loro
di noi che guardiamo chini e con gli occhi sgranati ...
Sono appena entrato in quella che è solo un appendice del Museo della Patek Philippe , dove sono custoditi molti dei più preziosi segnatempo della storia svizzera e è come usare la macchina del tempo:
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Lottando contro un caldo irragionevole, entriamo un "palazzo" e troviamo un allestimento quasi minimalista, il marrone, colore predominante della azienda, ci si presenta davanti ricoprendo i due lati della grande sala con pannelli imponenti ma discreti e basta sollevare di poco gli occhi Per scoprire il perfetto contrasto cromatico con le pareti ed i soffitti affrescati.
Bene, ma non siamo qui per ammirare le meraviglie architettoniche e basta solo uno sguardo alle piccole teche che circondano il perimetro per capire che quello che ci capiamo di vedere non è cosa da tutti i giorni. Io e contaminuti ci scamamo un'occhiata e ci intendiamo immediatamente: certe cose vanno assaporate in solitudine ... I commenti sono rinviati più tardi.
La presenza dei visitatori è maggiore delle mie aspettative e questo mi regala un piacere nascosto, i guardiani giurati sempre attenti e presenti ma discreti e decidono da dove cominciare.
La parte più ampia della sala è dedicata alle nuove collezioni e avvicinarsi a questi involucri di cristallo e avere questi sogni con le lancette a 20 cm da me e limitarsi a fotografarli non è facile:
Sono appena entrato in quella che è solo un appendice del Museo della Patek Philippe , dove sono custoditi molti dei più preziosi segnatempo della storia svizzera e è come usare la macchina del tempo:
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